SPAZIO AMICI

Amici italiani degli armeni e dell’ Armenia

Gli amici degli armeni e dell’Armenia parlano una lingua comune su problemi che toccano gli esseri umani nella loro universalità.
“Amicizia” è la denominazione assunta da numerose associazioni italo-armene e da atti prodotti a livello istituzionale, ma è anche l’espressione che anima e supporta le tante volontà di singoli che con il loro agire hanno scelto di condividere un cammino con il popolo armeno, in patria e in diaspora. Creazione di realtà solidali e di opere di ingegno, condivisione, vicinanza a chi porta sulle spalle le conseguenze del tentativo di cancellare realtà e identità di un intero popolo.
Se il genocidio è una ferita inferta a tutta l’umanità, gli amici degli armeni e dell’Armenia sono gli amici di tutti gli esseri umani che nel passato e nel presente portano le grandi ferite della storia.
Simbolo dell’amicizia tra l’Italia e l’Armenia sono le due mani che si stringono, scolpite nel marmo di Carrara, dono dell’Italia al popolo armeno. Il monumento, in una piazza di Yerevan, capitale della Repubblica d’Armenia, rende visibile la realtà di antiche relazioni tra i due paesi, di una civiltà vicina all’Occidente, espressa in forme capaci di custodire la tradizione e insieme di aprirsi al nuovo.
All’Italia spetta un posto privilegiato nell’ambito dei rapporti tra l’Armenia e l’Occidente, rapporti che si sono consolidati nei secoli attraverso le vie del commercio, le arti, le professioni.
Mercanti, monaci, funzionari di stato, militari, tecnici, architetti, scultori, miniaturisti, poeti, musici provenienti dall’Armenia hanno percorso le strade dell’Italia, da nord a sud, lasciando in ogni città importanti tracce di una presenza “altra” e “simile”, fonte di arricchimento reciproco, come accade sempre per le culture che vengono a contatto.
Per la posizione geografica e le vicende storiche, per i caratteri della sua cultura l’Armenia non ha svolto solo una funzione di “ponte” tra Oriente e Occidente, ma è stata ed è presenza viva e feconda nella realtà dell’Europa e del mondo.
L’Armenia ha visto nel corso dei secoli fenomeni migratori, non paragonabili tuttavia al movimento diasporico seguito al genocidio. L’Italia ha accolto e soccorso i sopravvissuti. I profughi, dal canto loro, hanno prodotto forme associazionistiche e culturali aperte e hanno fatto scoprire agli italiani la realtà storica e l’identità del popolo armeno. In Italia un’alta percentuale di matrimoni misti, dovuta al limitato insediamento numerico, ha messo in luce come i coniugi italiani in molti casi abbiano assunto deliberatamente la cultura e la lingua armena.
Tanti amici hanno rivolto il loro interesse a questa cultura e hanno camminato e camminano a fianco degli armeni e dell’Armenia. Le file si sono ingrossate dopo il 1991, data della dichiarazione d’indipendenza che ha segnato la fine della lunga stagione di silenzio che ha coperto la realtà dell’Armenia sovietica.
Un passaggio importante sul piano della conoscenza e della memoria è costituito dal fatto che la produzione storica sul tema del genocidio è passata negli ultimi anni dal 98 % di saggi di autori armeni, a più della metà di autori non armeni. Una base di conoscenza dalla quale sono partiti interessi allargati diretti alla scoperta dell’identità culturale del popolo armeno: percorsi nella letteratura, poesia, arte, architettura e musica armena. Una casa editrice particolarmente attenta ha inaugurato in anteprima la collana di armenistica, incrementando via via l’interesse degli italiani. Anche le istituzioni sono state coinvolte ed è nato l’Intergruppo Parlamentare Amicizia Italia-Armenia, con lo scopo di sensibilizzare senatori e deputati su problemi e temi armeni e di facilitare contatti di tipo politico e diplomatico tra i due paesi. Di impianto decisamente solidaristico sono invece le associazioni italiane Amici dell’Armenia nate all’indomani del terremoto del 1988. E non è possibile dimenticare il raccordo tra la memoria armena ed ebraica realizzato dal Comitato Gariwo, a partire dalla condivisione del tema dei Giusti, ispirato dallo Yad Vashem, tema esteso poi a tutti i genocidi e totalitarismi, fino alle ferite della nostra contemporaneità.
Ben venga una sezione dedicata agli Amici italiani degli armeni e dell’Armenia.
Dalle biografie proposte emergerà il valore di amicizie non fondate sull’utile, ma su una dimensione etica. Storie di compagni di strada che hanno condiviso e condividono l’impegno di esercitare la memoria su pagine dimenticate della storia di una antica nazione e di una comunità dispersa nel mondo, capace di ricavare dalla sua stessa dispersione un motivo di forza.
E’ un cammino che rivela il coraggio di amici che hanno scelto di diventare “testimoni di verità”.

Anna Maria Samuelli

Spazio Amici… pagina a cura di Anna Maria Samuelli dedicata agli Amici italiani degli armeni e dell’Armenia che per mezzo del loro talento – la loro professione, hanno contribuito alla conoscenza e alla divulgazione della storia, cultura e Causa armena divenendo così compagni di viaggio e “testimoni di verità” . 

Questo è lo spazio dove con riconoscenza racconteremo al mondo il loro operato. 

Contiamo sulla tua collaborazione per non escludere nessuno da questo costruttivo cerchio di Amici! 

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